Messaggio di Pasqua del vescovo De Rosa

La vita evangelica di gente umile è segno che veramente Lui è risorto

La fraternità deve sempre contrassegnare coloro che credono in Cristo

di Mons. Michele De Rosa

Carissimi, nel nostro cammino quaresimale  siamo arrivati alla “domenica delle palme e della passione del Signore. La settimana santa si apre così con il ricordo dell’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme avvenuto la domenica  precedente la sua passione  e morte.


Gesù che si era sempre opposto ad ogni manifestazione  pubblica e che era fuggito quando volevano farlo re  (Gv 6,15),  la domenica delle palme si lascia portare in trionfo. Solo ora, che sta per andare alla morte, accetta di essere pubblicamente  acclamato quale Messia, perché proprio morendo sulla croce sarà, nel modo più pieno, il Messia, il Redentore, il Re, il Vincitore. Accetta di essere riconosciuto Re, ma un re dalle caratteristiche particolari: umile e mansueto che entra nella città santa cavalcando un asinello, segno di povertà. L’entrata di Gesù in Gerusalemme è l’omaggio spontaneo del popolo a Gesù che si avvia, attraverso la passione e la morte, alla piena manifestazione della regalità divina. Quella folla osannante non poteva afferrare  tutta la portata di quel gesto ma la comunità dei fedeli che oggi lo ripete può coglierne il significato più profondo.
Seguiremo il Signore in questa settimana  passo passo, dall’ingresso in Gerusalemme tra le acclamazioni gioiose della folla,  fino al Golgota dove giungerà solo, abbandonato quasi da tutti quelli che egli erano stati vicini, dagli amici più cari che egli stesso aveva scelti e per i quali stava donando la sua vita. Gli eventi precipitano, tutto sembra  sprofondare nel buio. Eppure nel cuore della solitudine e dell’angoscia, Gesù attira e riunisce gli uomini  e l’intero universo. Tutto sembra perduto. Tutto sta per cominciare.
E la Pasqua è un nuovo inizio: la parola “pasqua” significa passaggio, il passaggio di Gesù dalla  morte alla vita.
Il ritornello del salmo responsoriale della messa del giorno della domenica di Pasqua recita: “Questo è il giorno che ha fatto il Signore. Esultiamo  insieme, alleluia”. E’ il giorno più bello e gioioso dell’anno perché “il Signore della vita era morto; ora è vivo e trionfa”.
Se Gesù non fosse risorto, vana sarebbe stata la sua incarnazione e la sua morte non avrebbe dato la vita agli uomini. “Se Cristo non è risorto – scrive San Paolo – è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati” (1 Cor 15,17). Chi infatti può credere e sperare  in un morto? Ma Cristo non è un  morto, ma è un vivo: “Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso? E’ risorto, non  è qui” ( Mc 16,6).
Oggi molti ammirano Gesù e guardano con ammirazione alla figura del nostro Salvatore che passò per le vie della Palestina sanando e beneficando tutti, ci ha lasciato il suo testamento incentrato sulla legge dell’amore, è morto sulla croce perché gli interessi del Sinedrio  coincidevano con quelli di Pilato. Sono coloro che, ancorché ammiratori di Gesù, vedono gli avvenimenti  di questa settimana santa solo con l’occhio della ragione, incapaci così di fare il salto della fede  che non è un salto  nel buio perché poggia sempre su motivi che la ragione può verificare. Ciò è avvenuto anche in occasione della risurrezione di Lazzaro  quando mentre alcuni davanti a Lazzaro risorto credettero nel Signore, altri invece pur avendo assistito allo stesso miracolo si convinsero che Gesù era un bestemmiatore perché faceva cose prodigiose di sabato.
L’annuncio della risurrezione di Gesù in un primo tempo ha generato timore e spavento, tanto che “le donne fuggirono via… e non dissero niente a nessuno perché avevano paura (Ivi, 8). Ma quando Pietro e Giovanni  arrivano al sepolcro “vedono e  credono”. Questa è la via per arrivare a Gesù. Pietro e Giovanni  vedono con i loro occhi materiali  la pietra ribaltata del sepolcro, il sudario ben arrotolato e credono che Gesù è risorto per potenza propria. E quindi è Dio.
Benché in altra forma, i “segni” della risurrezione sono tuttora presenti nel mondo: la fede eroica; la vita evangelica di tanta gente umile e nascosta; la vitalità della Chiesa che le persecuzioni esterne e le lotte intestine non valgono a fiaccarla; l’Eucarestia, presenza viva di Cristo che continua ad attirare a sé gli uomini.
Sta a noi accogliere questi segni, credere come hanno creduto gli apostoli e rendere sempre più solida la nostra fede.
Anche oggi la risurrezione del Signore, il suo “passaggio” dalla morte alla vita, deve rispecchiarsi  nella risurrezione di coloro che credono in  Cristo, attuata con un  “passaggio” sempre più radicale  dal  nostro naturale egoismo all’amore e alla grazia del Signore, frutti e doni della risurrezione di Gesù. E questa risurrezione trova la sua verifica in un profondo anelito alle cose del cielo: “Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove Cristo sta assiso alla destra  di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra” ( Col 3,12).
Noi sulla terra siamo ospiti e pellegrini: la nostra vera patria, verso cui dobbiamo camminare, è il cielo; il nostro traguardo è il Signore che ci ha preceduti e che incontreremo glorioso dopo averlo visto camminare verso il calvario sotto il pesante legno della croce per dare all’uomo, se lo vuole e corrisponde all’amore di Gesù, la possibilità di vincere il peccato e vivere come figli di Dio.
Cristo è risorto per coinvolgere tutti gli uomini nella realtà della sua risurrezione  e condurli là dove egli vive in eterno  fino a farli partecipi della sua gloria.
Questo, cari fratelli e sorelle, il mio augurio: possa la Pasqua che ansiosamente aspettiamo inserirci nella risurrezione di Gesù per testimoniare con la nostra vita la buona novella che Dio ci ama e per questo ha mandato il suo Figlio sulla terra perché attraverso la sua risurrezione  possiamo avere la vita che nel vocabolario di San Giovanni significa comunione  con Dio, riconoscimento della sua paternità e conseguentemente della fraternità che deve sempre contrassegnare coloro che credono in Cristo.
Buona Pasqua.

CENTRI D’ASCOLTO

La parrocchia di San Domenico, come in passato, nel periodo Quaresimale organizza i centri di ascolto

Cosa sono i Centri di Ascolto e a cosa servono?

I Centri di Ascolto sono importantissimi per tutti i Cristiani, ci offrono infatti la possibilità di confrontarci con la parola di Dio e di aprirci con gli altri. Condividere con gli altri l’esperienza della propria vita, non significa impicciarsi dei fatti dell’altro, anzi… significa cercare di superare insieme all’altro le difficoltà, significa condividere insieme all’altro un momento felice o triste, significa discutere insieme un’argomento. E’ proprio questo “insieme” che deve farci riflettere e farci frequentare i Centri di Ascolto perchè in questo “insieme” si capisce che siamo figli dello stesso Padre e quindi Cristiani. APRIRCI, CONDIVIDERE, DISCUTERE, questo è l’obbiettivo del Centro di Ascolto, ma tutto questo deve essere fatto insieme al fratello.

Cerchiamo, quindi, di frequentare i Centri di Ascolto e cerchiamo di trarre da questi incontri un arricchimento Umano-Spirituale per vivere con Fede rinnovata la Santa PASQUA.

PROGRAMMA CENTRI D’ASCOLTO

Ogni mercoledì, alle ore 19.30, si effettueranno centri di ascolto, contemporaneamente, presso le seguenti famiglie:

1. Famiglia: Izzo Michele e Schettini Enza (Via Campo)
2. Famiglia: Giaquinto Nunzio e Gesualdo Immacolata (Trav. Principe di Napoli)
3. Famiglia:Napoletano Franco e Meccariello M. Antonietta (Via Cappella)
4. Famiglia:Porrino Francesco e Falzarano Anastasia (Via Casale di Sotto)

 

 

Gruppi:
1. P. Luciano – Francesco – Maria Falzarano
2. P. Roberto – Anna – Ines
3. P. Angelo – Luciana – M. Grazia
4. P. Antonio D’Urso – Enza – Giovanna Esposito

 

Temi da trattare

Mercoledì 16 marzo: LA VITA DEL CRISTIANO E’ UN PELLEGRINAGGIO
Mercoledi 23 marzo: DIO CI ACCOGLIE E CI PERDONA OFFRENDOCI IL
SACRAMENTO DEL PERDONO
Mercoledì 30 marzo: PER UNA FESTA SENZA FINE: L’EUCARISTIA
Mercoledì 6 aprile:     LA CARITA’ NON AVRA’ MAI FINE

BATTESIMI

GENNAIO 2011

Nel mese di Gennaio sono stati battezzati:

  • Tirino Veronica di Fauto e di Ianniello Lina
  • Melisi Mirko di Pasqualino e di Silietti Angela
  • De Dominicis Flavio di Vincenzo e di Mango Ilaria


AUGURI ALLE RISPETTIVE FAMIGLIE

NATALE

Auguri
di un santo Natale

Il Signore Gesù
è nato per noi
per essere vicino
a chi ha il cuore spezzato
e per salvare gli spiriti affranti.
Guardiamo a lui e saremo reggianti

CANTO FRANCESCANO

Questo canto è una preghiera che Francesco recitò sul Monte La Verna e in sua memoria, anche noi oggi, riconosciamo in Dio il Tutto e Tutti. TE SEI…

FESTA DEL NOSTRO SANTO PADRE FRANCESCO

Altissimo, onnipotente, buon Signore
tue sono le lodi, la gloria e l’onore
ed ogni benedizione.
A te solo, Altissimo, si confanno,
e nessun uomo è degno di te.

Laudato sii, o mio Signore,
per tutte le creature,
specialmente per messer Frate Sole,
il quale porta il giorno che ci illumina
ed esso è bello e raggiante con grande splendore:
di te, Altissimo, porta significazione.

Laudato sii, o mio Signore,
per sora Luna e le Stelle:
in cielo le hai formate
limpide, belle e preziose.

Laudato sii, o mio Signore, per frate Vento e
per l’Aria, le Nuvole, il Cielo sereno ed ogni tempo
per il quale alle tue creature dai sostentamento.

Laudato sii, o mio Signore, per sora Acqua,
la quale è molto utile, umile, preziosa e casta.

Laudato sii, o mio Signore, per frate Fuoco,
con il quale ci illumini la notte:
ed esso è robusto, bello, forte e giocondo.

Laudato sii, o mio Signore, per nostra Madre Terra,
la quale ci sostenta e governa e
produce diversi frutti con coloriti fiori ed erba. 

Laudato sii, o mio Signore,
per quelli che perdonano per amor tuo
e sopportano malattia e sofferenza.
Beati quelli che le sopporteranno in pace
perchè da te saranno incoronati.

Laudato sii, o mio Signore,
per nostra sora Morte corporale,
dalla quale nessun uomo vivente può scampare.
Guai a quelli che morranno nel peccato mortale.
Beati quelli che si troveranno nella tua volontà
poichè loro la morte non farà alcun male.

Laudate e benedite il Signore e ringraziatelo
e servitelo con grande umiltate