San Domenico

Nel 1743 i padri Domenicani che abitavano il monastero sul monte Taburno, chiesero di scendere a valle per stabilirsi.

Ottenuto quanto chiesto dopo oltre due secoli lasciarono il Taburno e scesero ad Airola dove edificarono una chiesa con annesso monastero e intitolarono la nuova costruzione al loro santo fondatore, S. Domenico.
Durante l’occupazione napoleonica i Domenicani, come gli altri ordini monastici, subirono la soppressione e i loro beni furono incamerati dallo Stato.
Il 26 ottobre 1813 il convento e la chiesa  furono donati al comune di Airola.
Ritornata la chiesa alla sua funzione religiosa, il resto del complesso di San Domenico fu destinato ad ospitare gli uffici comunali, la gendarmeria e il carcere mandamentale.
All’interno della chiesa si possono osservare cinque altari, due dei quali a fianco della navata centrale, altri due sono collocati nella crociera e l’altare maggiore è ricco di marmi policromi.
La chiesa dopo il sisma del 23 novembre 1980 fu chiusa al culto e gli uffici comunali furono trasferiti altrove.

Ristrutturata la parte dell’edificio occupata inizialmente dal Comune vi fu trasferito un istituto professionale. Nell’anno 1999 alla presenza di S.E. Mons. Michele De Rosa la chiesa fu riaperta al culto

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