MESSAGGIO QUARESIMALE/PASQUALE DELLE CLARISSE

“Come è tenero un Padre verso i figli, così il Signore è tenero verso quelli che lo temono, perché egli sa bene di che siamo plasmati, ricorda che noi siamo polvere (Sal 103, 13-14). “Abbiamo detto al Signore: Ricorda che siamo polvere; egli fu a plasmare l’uomo della polvere, e alla polvere dette la vita, ed in Cristo Signore nostro, proprio questa polvere ha già elevato al regno del cielo. Prese infatti di qui la carne, di qui prese la terra e la terra sollevò fino al cielo colui che creò la terra e il cielo (S.Ago. disc. 130)”.

Airola, Quaresima/ Pasqua 2013

Carissimi Fratelli e Sorelle,

la Santa Quaresima, apre a noi le porte con un elemento molto comune ma anche molto importante e spesso trascurato: la “polvere”. Abramo quando parla al Signore dice: “Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere (Gen 18,27)”. L’imposizione delle ceneri il mercoledì che precede la Quaresima, vuole ricordarci che siamo polvere e che in polvere ritorneremo. La cenere è un residuo minerale molto comune e per ottenerla basta appiccare fuoco a qualsivoglia elemento. Fino a 50 anni fa circa, era molto usata nelle case per la pulizia delle stoviglie, per lavare i panni … Ma anche noi siamo polvere e cenere come dice Abramo e ha ragione perché, quando Dio ci plasmò, si servì di “polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente (Gen 2,7)”. Quest’anno vogliamo vivere il tempo forte della Santa Quaresima, all’insegna delle nostre origini: la polvere. La Liturgia che la Santa Madre Chiesa ci propone, dà inizio al nostro cammino penitenziale con le parole: “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”, con Gesù che cammina nel deserto della nostra vita e chiude le porte alla Quaresima, per aprirle alla Settimana Santa, nuovamente con la polvere. Gesù è chino a terra, sta con il suo dito nella polvere della terra. Ci sta impastando con il suo dito, nuovamente. Mettendo a confronto il dito di Dio nella nostra polvere/terra, ci scopriamo tutti peccatori. Ma Gesù avrà molti contatti con la terra: si è svuotato della sua condizione divina per ASSUMERE la nostra polvere insieme alla nostra condizione di peccatori, come dice la Gaudium et Spes:”Si è fatto veramente uno di noi, in tutto simile a noi fuorché nel peccato (22)”. Al Getsemani “cadde faccia a terra (Mt 26,39)” e, secondo la tradizione, Gesù è caduto tre volte a terra schiacciato dal pesante legno della croce lungo la via dolorosa ed è messo a terra, dai soldati, per inchiodarlo al legno. Deposto dalla croce viene nuovamente poggiato sulla terra perchè sua Madre, potesse abbracciarlo e nel sepolcro è accolto dalla terra. In questo tempo meditiamo, facciamoci mettere in discussione dalla Parola che la Liturgia ci propone per scuotere la nostra fede che spesso si fa intrappolare da tante concezioni, da tante polveri del mondo. Chiara, nostra Santa Madre, ci dice di non permettere alla polvere del mondo di posarsi sui nostri piedi perché essa farà rallentare la nostra corsa verso la meta che è la risurrezione, la Pasqua, il passaggio dal nostro stato di schiavi del peccato alla libertà dello Spirito,la santità. Questo è l’anno della fede. Dio, come un padre premuroso, ci attende, vuole abbracciarci e far festa con noi; continuamente ci dice: “Va’ e d’ora in poi non peccare più (Mt 8,11)”. Attraverso la parabola del fico (3°Domenica),ci vuol far capire che sta dandoci del tempo perché possiamo dare i nostri frutti, ma alla luce di quale Sole/sole stanno maturando? Siamo ormai giunti al termine della Quaresima. La Settimana Santa ci spalanca le sue porte per introdurci attraverso “l’osanna” dei molti che riconoscono Gesù quale Messia e Salvatore e poi il CROCIFIGGILO, mentre Gesù risponde, alla nostra cattiveria, donandosi nelle specie Eucaristiche. Tutto è compiuto, ma non finito. Tutti sono sconvolti; in realtà, ora, ha inizio la nostra “ora”: la risurrezione. Non restiamo nella paura, rinchiusi, nascosti. Facciamoci raggiungere dal Risorto. Apriamogli le porte del cuore. Egli è risorto e, con Lui, siamo risorti anche noi. Usciamo fuori dal sepolcro delle nostre idee come Lazzaro e, segnati dalla Sua Resurrezione, diveniamo anche noi segno per la risurrezione di quanti ancora sono intrappolati nella polvere di questo mondo. Cristo è Risorto. Alleluia!!!Che questa sia veramente, per tutti, la “Pasqua/passaggio” dei cuori, dal mondo, a Cristo.

Auguri a tutti; buona e Santa resurrezione dalle vostre sorelle clarisse.

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