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    Peregrinatio del Corpo di San Bernardino da Siena 31 Marzo - 9 Aprile 2012


     

    FESTA DEL PERDONO 2012

    Il 22 Aprile i fanciulli della "Prima Comunione" hanno ricevuto per la Prima volta il Sacramento del Perdono. Dopo aver ricevuto il perdono, insieme al parroco, ai genitori e alle catechiste, hanno festeggiato tutti insieme nel salone della parrocchia.

     

     

     

     

     

     

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    MESE DI MAGGIO

     

     

     

    BALLO

     

    FESTIVITA' DI SAN PASQUALE BAYLON 2012

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    METTITI ANCHE TU IN CAMMINO: MARCIA FRANCESCANA

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    BUONA PASQUA A TUTTI!

    Il Signore Gesù è Risorto anche per te! Auguri!

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    Foto

    Sul profilo Facebook della parrocchia, è possibile visualizzare le foto della Settimana Santa

    Giovedì Santo


    Venerdì Santo


    Via Crucis

     

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    Veglia Pasquale 2012

     

    MOMENTO DI PREGHIERA

    Il 03 Marzo nella chiesa delle sorelle Clarisse, dove è in sosta il corpo di S. Bernardino da Siena, si è tenuto un momento di preghiera guidato da Fra Antonio Latella e animato dai ragazzi della Gifra e dall' Ofs. Al termine del momento di preghiera, fra Antonio ha lasciato un segno ben visibile: un palloncino a forma di cuore, che sta a simboleggiare l'amore, il vero amore, quello di Cristo.

     

     

     

     

     

     

    FOTO

    E' stata aggiornata la sezione 'galleria fotografica'.

    Domenica delle Palme 2012


    Le scuole fanno visita a San Bernardino

     

    Ora di Adorazione animata dalle 3 parrocchie della città per la venuta di S. Bernardino

     

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    FINALMENTE E' FRA NOI!!!

    Sabato scorso abbiamo accolto, in piazza Annunziata, l'urna contenente il corpo di San Bernardino da Siena. Insieme al Ministro provinciale, ad accogliere il Santo senese c’erano il Vescovo di Cerreto S. Ecc. Mons. Michele De Rosa, i frati, i sacerdoti dei paesi limitrofi ed il sindaco della città Sig. Michele Napoletano. Dopo i saluti iniziale, in processione l’urna è giunta nella Chiesa del Convento “San Pasquale”, dove è stata celebrata la S. Messa.


    Clicca sull'immagine per vedere le foto dell'accoglienza

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    AUGURI PASQUALI DELLE SORELLE CLARISSE

    Si è spalancato, davanti a noi, il grande portone della Quaresima che il Serafico Padre San Francesco definiva: “Quaresima Maggiore”. “La storia del nostro destino ha due fasi: - dice S. Agostino - una che trascorre, ORA, in mezzo alle tentazioni e tribolazioni di questa vita e l’altra, che SARA’, nella sicurezza e nella gioia eterna”.

    Anche la Madre Santa Chiara viveva questo tempo forte nel deserto del suo chiostro, nella penitenza e nel digiuno. Ciò che celebriamo prima della Pasqua è anche quello che operiamo. Ciò che celebreremo dopo la Pasqua è quello che ancora non possediamo. Per questo trascorriamo il primo tempo in digiuno, penitenza, preghiera e opere di carità, mentre la Pasqua, la trascorreremo lodando Dio.

    Per tutta la Settimana Santa sarà con noi l’urna di San Bernardino da Siena a cui si unisce anche la gioia della presenza tra noi di Angela la quale, rispondendo alla chiamata del Signore, vive con noi il tempo di probandato. A lei auguriamo ogni bene.

    Al termine dei digiuni celebreremo il Signore nella lode. Questo è il nostro augurio per le prossime festività quaresimali e pasquali. Santa Pasqua a tutti, di cuore.

    Le sorelle clarisse di Airola

     

    S. BERNARDINO E LA SUA ATTUALITA'… SEMINARIO DI STUDI AD AIROLA (24 marzo 2012)

    Ieri sera, ad Airola, nel Teatro Comunale di Airola, con inizio alle ore 18,20, si è tenuto un nuovo momento culturale legato alla Peregrinatio di San Bernardino da Siena. Il Seminario di studi, organizzato dai confratelli della Fraternità della SS.ma Concezione di Airola, con la partecipazione del Ministro provinciale che ha introdotto i lavori e del Sindaco il Sig. Michele Napoletano che ha portato il saluto della cittadina airolana, ha visto alternarsi al tavolo dei relatori: Fr. Davide Panella, che ha presentato “Il tempo di San Bernardino”, e Fr. Nicola Riccardi che ha trattato il tema “Elementi del pensiero economico di Bernardino e la Società del suo tempo”. Ha moderato la serata, terminata alle ore 20,10, il giornalista Luca Maio. Numerosa e qualificata la partecipazione dei presenti, così come al dibattito che è seguito. Le conclusioni e i ringraziamenti sono toccati a Fr. Angelo Falco, Guardiano dei Frati Minori di San Pasquale di Airola. La giornata culturale, al mattino, ha registrato anche l’incontro dei due relatori con gli alunni del Liceo Classico di Airola.

     

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    MANIFESTO S. BERNARDINO CITTA' AIROLA

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    ARTICOLO CONVEGNO DI STUDI S. BERNARDINO

    COMUNICATO STAMPA

    In occasione della celebrazione del primo Centenario di fondazione della Provincia dei Frati Minori del Sannio e dell'Irpinia intitolata a Santa Maria delle Grazie, è in corso la "Peregrinatio" del corpo di San Bernardino da Siena in numerosi Comuni del Sannio e dell'Irpinia.
    Anche la comunità francescana di Airola si sta preparando ad accogliere le spoglie del santo senese, che faranno tappa nel Comune caudino il 31 marzo ed il 1° aprile prossimi presso il convento di San Pasquale, e dal 2 al 9 aprile presso la chiesa del Monastero "Regina Coeli" delle Clarisse.
    In preparazione a quest'evento di grazia, i frati minori del convento di San Pasquale di Airola, hanno promosso un convegno sul tema "San Bernardino da Siena e la sua attualità", che si terrà sabato prossimo, 24 marzo, presso il teatro comunale di Airola, con inizio alle ore 18.00.
    Introdurrà i lavori fra Sabino Iannuzzi, Ministro Provinciale dei Frati Minori del Sannio e dell'Irpinia, quindi ci sarà il saluto del sindaco di Airola, Michele Napoletano.
    Seguiranno gli interventi di fra Davide Panella, docente di Storia e Filosofia, sul tema "Il tempo di San Bernardino", e quello di Fra Nicola Riccardi, docente di Etica Economica alla Pontificia Università Antoniana di Roma sul tema "Elementi del pensiero economico di Bernardino e la società del suo tempo".
    A conclusione del convegno ci sarà l'intervento di fra Angelo Falco, guardiano del convento dei Frati Minori di Airola. Modererà i lavori il giornalista Luca Maio.
    Nella mattinata di sabato 24 marzo, fra Davide Panella e fra Nicola Riccardi, incontreranno anche gli studenti del Liceo Classico "Lombardi", a partire dalle ore 10.00.

    http://gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=43161

     

    SAN BERNARDINO DA SIENA

    MANIFESTO DELLA PEREGRINATIO (clicca sull'immagine per scaricarlo in pdf)


    TUTTO IL PROGRAMMA DELLA PEREGRINATIO (clicca sull'immagine per scaricarlo in pdf)


     

    QUINTA SETTIMANA DI QUARESIMA

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    quinta domenica di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Giovanni (12,20-23)
    In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: “Signore, vogliamo vedere Gesù”.
    Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: “È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome”.
    Venne allora una voce dal cielo: “L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!”.
    La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: “Un angelo gli ha parlato”. Disse Gesù: “Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me”. Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

    Risonanze
    - Signore, vogliamo vedere Gesù.
    - Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.
    - Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore.

    Preghiera
    Signore,
    anche noi vogliamo vederti!
    Ma tu ci indichi un solo cammino
    per contemplarti:
    è il cammino umile del chicco
    che sotto terra muore,
    è il tuo cammino
    che conduce alla croce e alla gloria.

    Signore guidaci per questa via
    e vedremo il tuo volto.
    Amen.


    Gloria al Padre



    quinto lunedì di Quaresima


    25 marzo festa dell’annunciazione del Signore

    Dal Vangelo secondo Luca
    (1,26-38)

    In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
    A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
    Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
    Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.


    Risonanze
    - Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
    - Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo.
    - Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine.


    Preghiera
    O Maria, pellegrina di bontà,
    tu hai camminato insieme a Gesù
    e sei stata gioiosamente madre
    e serva del progetto di Dio.
    Affidiamo a te la nostra vita
    con la fiducia serena
    che attira ogni figlio
    tra le braccia della sua madre.

      Vigila, o Maria,
      sulla crescita di Cristo
      in noi e nelle nostre famiglie:
      ogni nostra casa sia una santa Casa
      e ogni nostra famiglia sia
      una Santa Famiglia
      abitata dalla pace e dall’amore.

    Il « sì » che ti rese Madre di Dio
    e di tutti i figli di Dio,
    risuoni in tutti noi.
    Insegnaci il tuo « sì », o Maria,
    per amare il Cielo restando sulla terra,
    per stare nel mondo senza appartenergli,
    per vivere operosi e sereni
    nell’attesa di arrivare a casa con te.

    Angelo Comastri


    Gloria al Padre



    quinto martedì di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Giovanni (8,21-30)
    In quel tempo, Gesù disse ai farisei: “Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire”. Dicevano allora i Giudei: “Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: ‘Dove vado io, voi non potete venire’?”.
    E diceva loro: “Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati”.
    Gli dissero allora: “Tu, chi sei?”. Gesù disse loro: “Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo”. Non capirono che egli parlava loro del Padre.
    Disse allora Gesù: “Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite”. A queste sue parole, molti credettero in lui.


    Risonanze
    - Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso.
    - Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo.
    - Faccio sempre le cose che sono gradite al Padre.


    Preghiera
    O Signore, il tuo disegno di salvezza
    penetri il cuore di ogni creatura,
    di ogni tempo e di ogni spazio:
    la nostra volontà ritrovi nella tua
    la gioia profonda di una vita donata.

      Non ci turbi il calice amaro della croce
      quando tu parli il linguaggio duro
      di una volontà scomoda,
      Sia fatto il tuo volere quando è facile
      ma anche quando ci trova restii o ribelli.
      Soprattutto la tua volontà sia il senso
      della nostra vita di ogni giorno
      e il disegno chiaro della nostra vocazione.

    Donaci una sapienza spirituale
    per evitare costruzioni abusive,
    fuori dal tuo tracciato.
    Nella tua volontà la nostra vita
    acquisti il sapore di un’avventura
    in cui il nostro cercare e amare
    trovi alla fine in te la vera pace.


    Gloria al Padre



    quinto mercoledì di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Giovanni (8,31-42)
    In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: “Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. Gli risposero: “Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: ‘Diventerete liberi’?”.
    Gesù rispose loro: “In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro”.
    Gli risposero: “Il padre nostro è Abramo”. Disse loro Gesù: “Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro”.
    Gli risposero allora: “Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!”. Disse loro Gesù: “Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato”.


    Risonanze
    - Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi.
    - Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero.
    - Da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato.


    Preghiera
    Dio solo può dare la fede,
    ma tu puoi dare la tua testimonianza.

      Dio solo può dare la speranza,
      ma tu puoi portare la fiducia ai fratelli.

    Dio solo può dare l’amore,
    ma tu puoi insegnare all’altro ad amare.

      Dio solo può dare la pace,
      ma tu puoi portare l’unione.

    Dio solo può dare la forza,
    ma tu puoi sostenere un fratello scoraggiato.

      Dio solo è la Via,
      ma tu puoi indicarla agli altri.

    Dio solo è la luce,
    ma tu puoi farla balenare agli occhi di tutti.

      Dio solo è la Vita,
      ma tu puoi comunicare agli altri il desiderio di vivere.

    Dio solo può fare ciò che sembra
    impossibile,
    ma tu potrai fare il tuo possibile.

      Dio basta a se stesso,
      ma egli preferisce contare su di te.

    Preghiera proveniente da Campinas, Brasile


    Gloria al Padre



    quinto giovedì di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Giovanni (8, 51-59)
    In quel tempo Gesù disse ai Giudei: “In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno". Gli dissero allora i Giudei: "Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: "Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno". Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?".
    Rispose Gesù: "Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: "È nostro Dio!", e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia". Allora i Giudei gli dissero: "Non hai ancora cinquant'anni e hai visto Abramo?".
    Rispose loro Gesù: "In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono". Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.


    Risonanze
    - Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno.
    - Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?
    - Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio.


    Preghiera
    Signore Gesù,
    la tua Parola non solo mi rende una persona libera
    ma mi fa vivere in eterno.
    Donami fede per credere a questa realtà
    e perché tante altre persone,
    attraverso la testimonianza di noi cristiani,
    possano vivere nell’amore
    l’unico tuo comandamento che rimarrà per sempre.
    Amen.


    Gloria al Padre



    quinto venerdì di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Giovanni (10,31-42)
    In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: “Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?”. Gli risposero i Giudei: “Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio”.
    Disse loro Gesù: “Non è forse scritto nella vostra Legge: ‘Io ho detto: voi siete dèi’? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: ‘Tu bestemmi’, perché ho detto: ‘Sono Figlio di Dio’? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre”. Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
    Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: “Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero”. E in quel luogo molti credettero in lui.


    Risonanze
    - Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio.
    - Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere.
    - Il Padre è in me e io nel Padre.


    Preghiera
    Tu ci sei necessario, o grande paziente dei nostri dolori,
    per conoscere il senso della sofferenza
    e per dare ad essa un valore d’espiazione e di redenzione.

      Tu ci sei necessario, o Vincitore della morte,
      per liberarci dalla disperazione e dalla negazione
      e per avere quella certezza che non tradisce in eterno.

    Tu ci sei necessario, o Cristo, o Signore, o Dio con noi,
    per imparare l’amore vero e per camminare nella gioia
    e nella forza della tua carità la nostra via faticosa,
    fino all’incontro finale con te amato,
    con te atteso, con te benedetto nei secoli.

    Paolo VI


    Gloria al Padre



    quinto sabato di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Giovanni (11,45-56)
    In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.
    Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: “Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione”.
    Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: “Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!”. Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
    Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli.
    Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: “Che ve ne pare? Non verrà alla festa?”.


    Risonanze
    - Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui.
    - È conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo.
    - Profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione e per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi.


    Preghiera
    Chiesi a Dio
    di essere forte per eseguire progetti grandiosi:
    egli mi rese debole per conservarmi nell’umiltà.

      Domandai a Dio
      che mi desse la salute per realizzare grandi imprese:
      egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.

    Gli domandai
    la ricchezza per possedere tutto:
    mi ha fatto povero per non essere egoista.

      Gli domandai
      il potere perché gli uomini avessero bisogno di me:
      egli mi ha dato l’umiliazione perché io avessi bisogno di loro.

    Domandai a Dio
    tutto per godere la vita:
    mi ha lasciato la vita perché potessi apprezzare tutto.

      Signore, non ho ricevuto niente
      di quello che chiedevo,
      ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno
      e quasi contro la mia volontà.

    Le preghiere che non feci
    furono esaudite.
    Sii lodato: o Signore, fra tutti gli uomini
    nessuno possiede quello che ho io!

    Un campione olimpionico rimasto paralizzato


    Gloria  al Padre

     

    QUARTA SETTIMANA DI QUARESIMA

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    quarta domenica di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Giovanni (3,14-21)
    In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
    “Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
    Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
    E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio”.


    Risonanze
    - Dio ha mandato il Figlio nel mondo perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
    - La luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce.
    - Chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.


    Preghiera
    Attiraci a te, o Padre,
    per mezzo della croce del tuo Figlio,
    misura del tuo amore senza condizioni.
    Le sue braccia aperte
    sulle ferite del mondo
    ci rivelino l’immensità
    della tua compassione.
    Perché tu hai amato il mondo
    da dare il tuo figlio unigenito
    perché chiunque crede in lui
    non muoia,
    ma abbia la vita eterna.
    Amen.


    Gloria al Padre



    quarto lunedì di Quaresima


    19 marzo festa di San Giuseppe
    Dal Vangelo secondo Matteo (1,16.18-21.24)
    Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
    Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
    Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.


    Risonanze
    - Giuseppe sposo di Maria, era uomo giusto.
    - Un angelo del Signore gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa”.
    - Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.


    Preghiera
    O san Giuseppe,
    ti veneriamo come il modello dei lavoratori,
    il consolatore dei sofferenti ed emigrati,
    il santo della Provvidenza.
    Soccorri con le tue preghiere
    quanti faticano nel lavoro intellettuale, morale e materiale.
    Alle nazioni ottieni una legislazione ispirata al Vangelo,
    lo spirito di carità cristiana,
    un ordinamento conforme a giustizia e pace.

    O san Giuseppe, ti preghiamo anche
    per tutti i papà del mondo:
    dona loro saggezza nell’educare,
    dolcezza nell’amare, fermezza nel governare.
    Custodiscano e proteggano la famiglia che hai loro affidata
    e non si scoraggino mai di fronte alle difficoltà della vita.


    Gloria al Padre



    quarto martedì di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Giovanni (5,1-16)
    Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici.
    Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.
    Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono allora: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi e cammina”?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo.
    Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.


    Risonanze
    - Gesù gli disse: “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”. E all’istante quell’uomo guarì.
    - “Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio”.
    - I Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.


    Preghiera
    Gesù,
    che nella ricchezza della tua misericordia
    hai chiamato pubblicani e peccatori,
    ora volgiti verso di me,
    che sono come loro,
    e accetta questo canto
    come mirra molto preziosa:


      Gesù, forza invincibile.
      Gesù, tenerezza infinita.
      Gesù, bellezza radiosa.

    Gesù, amore ineffabile
    Gesù, Figlio del Dio vivente.
    Gesù, abbi pietà di me, peccatore.

      Gesù, illumina me, che sono nel buio.
      Gesù, purificami da ogni colpa.
      Gesù, riconducimi a te,
      Gesù, figlio di Dio, abbi pietà di me.

    Inno ortodosso attribuito a Teoctisto


    Gloria al Padre



    quarto mercoledì di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Giovanni (5,17-30)
    In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora e anch’io agisco». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
    Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati.
    Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.
    Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.
    Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.


    Risonanze
    - Giudei cercavano di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
    - Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole.
    - Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna … è passato dalla morte alla vita.
    - Come il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso.


    Preghiera
    O Cristo, nostro unico mediatore,
    tu ci sei necessario per vivere in comunione con Dio Padre,
    per diventare con te, che sei suo Figlio unico e Signore nostro,
    suoi figli adottivi, per essere rigenerati nello Spirito santo.


      Tu ci sei necessario, o solo vero maestro
      delle verità recondite e indispensabili della vita,
      per conoscere il nostro essere e il nostro destino,
      la via per conseguirlo.

    O Cristo, tu ci sei necessario.

    Paolo VI


    Gloria al Padre



    quarto giovedì di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Giovanni (5,31-47)
    In quel tempo, Gesù disse ai Giudei:
    «Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera.
    Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce. Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato.
    Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
    Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio? Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».


    Risonanze
    - Le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.
    - Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi.
    - Come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?


    Preghiera
    Donaci, Padre,
    di stupirci sempre nuovamente
    di fronte al mistero
    che tu compi per noi in Gesù, tuo figlio.


      Fa’ che sappiamo accogliere il dono
      con spirito di rendimento di grazie,
      affinché in tutto
      si compia la tua opera per noi
      e venga il tuo regno.

    Fa’ che sappiamo sempre riconoscere
    la provvisorietà di tutto ciò che è meno di te,
    per cantare nella nostra vita
    la gioia invincibile di chi ha creduto
    nella parola della tua Promessa.

    Bruno Forte


    Gloria al Padre



    quarto venerdì di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Giovanni (7, 1-2.10.25-30)
    In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo. Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne.
    Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto. Intanto alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: "Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia". Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: "Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato". Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.


    Risonanze
    - Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.
    - Cercavano di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.


    Preghiera
    Signore Gesù,
    proprio per le tue parole,
    per quello che dicevi di essere,
    sei andato incontro alla morte
    e ti hanno ucciso.
    Ammiro il tuo coraggio.

    Aiuta anche me,
    tutte le volte in cui sarò chiamato
    a darti testimonianza,
    a non nascondermi per fuggire il pericolo.

    Grazie per i tanti martiri di oggi
    che sono semi di nuovi cristiani.
    Amen.


    Gloria al Padre



    quarto sabato di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Giovanni (7,40-53)

    In quel tempo, all’udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: “Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo”?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui.
    Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!».
    Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua.


    Risonanze
    - Mai un uomo ha parlato così!
    - I farisei replicarono loro: “Vi siete lasciati ingannare anche voi?”
    - Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!


    Preghiera
    Signore, insegnami a stare di fronte a te
    con il cuore libero da pregiudizi
    che offuscano in me la tua immagine.


      Donami un cuore semplice che sappia cogliere
      nella parola delle Scritture sante,
      meditate quotidianamente,
      il tuo volto di Dio che salva,
      si fa vicino a ogni uomo per liberarlo dal male.

    Manda il tuo spirito perché mi dica la verità su di te,
    la difenda in me dalle interpretazioni parziali e fuorvianti.
    Donami un cuore
    disposto a un ascolto obbediente.


    Gloria  al Padre

     

    SEMINARIO DI STUDIO: S. BERNARDINO DA SIENA E LA SUA ATTUALITA'

     

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    ATTIVITA' IN PREPARAZIONE ALLA FESTA DI SAN BERNARDINO

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    DEPLIANT

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    IL CAMMINO DEL FIGLIOL PRODIGO

     

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    TERZA SETTIMANA DI QUARESIMA

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    TERZA SETTIMANA DI QUARESIMA - Anno B


    terzadomenica di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Giovanni (2,13-25)
    Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: “Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!”. I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: “Lo zelo per la tua casa mi divorerà”.
    Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: “Quale segno ci mostri per fare queste cose?”. Rispose loro Gesù: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”. Gli dissero allora i Giudei: “Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?”. Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
    Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
    Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.


    Risonanze
    - Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere.
    - Egli parlava del tempio del suo corpo.
    - Quando fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo.


    Preghiera (salmo 80)
    Signore Gesù,
    tu ci hai detto che esiste un altro tempio,
    non fatto di pietre
    ma di sangue e carne
    e destinato a risorgere.

    Noi siamo il tempio spirituale
    in cui si celebra il culto in spirito e verità.
    Tutta la nostra persona,
    corpo, spirito e anima
    partecipa di questa dignità e bellezza.

    Anche se scomparissero tutte le Chiese,
    le cattedrali e le basiliche
    non cesserebbe di esistere la Chiesa,
    che abita in cuori aperti e disponibili.

    Ti ringrazio, Signore,
    che continui ad abitare
    nella nostra vita e nel nostro cuore.


    Gloria al Padre



    terzo lunedì di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Luca (4,24-30)
    In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga a Nàzaret: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidóne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
    All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.


    Risonanze
    - Nessun profeta è bene accetto nella sua patria.
    - Tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città.
    - Ma Gesù, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.


    Preghiera
    Signore Gesù,
    tu sei la Parola che il Padre rivolge agli uomini
    per far luce sulla loro vita e nel loro cuore.


      Quando siamo distratti e sordi alla tua voce,
      quando non sappiamo stupirci della tua umiltà,
      quando ti vorremmo diverso da come ti manifesti,
      abbi pietà di noi.

    Signore Gesù, donaci il tuo spirito
    perché il nostro cuore sia docile nell’ascoltarti,
    la nostra intelligenza sia aperta alla novità della tua parola,
    e la nostra vita sia coerente con ciò che professiamo.


    Gloria al Padre



    terzo martedì di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Matteo (18,21-35)
    In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
    Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
    Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
    Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».


    Risonanze
    - Non ti dico di perdonare fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
    - Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?
    - Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore.


    Preghiera
    Signore Gesù che hai detto di perdonare all’infinito,
    aiutami a perdonare
    tutte le persone che ho rifiutato e condannato
    e quelle che, coscientemente, non voglio perdonare.
    Solo tu me ne darai la forza.


      Signore Gesù, aiutami a superare
      risentimenti, amarezze e rancori,
      perciò ti chiedo la grazia di perdonare
      soprattutto quelle persone
      che mi ha ferito e fatto soffrire più di ogni altra.
      Solo tu me ne darai la forza.




    Gloria al Padre



    terzo mercoledìdi Quaresima


    Dal Vangelo secondo Matteo (5,17-19)
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
    Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».


    Risonanze
    - Non sono venuto ad abolire la Legge o i Profeti, ma a dare pieno compimento.
    - Chi trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli.
    - Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.


    Preghiera
    Signore Gesù,
    quante parole bussano alla porta del mio cuore
    con seducenti promesse
    e mi appaiono cariche di vita,
    meno esigenti della tua Parola!


      Spesso sono tentato di dare loro ascolto e credito,
      di lasciarmi guidare da esse nelle mie scelte quotidiane.
      Rendimi capace di fissare il mio cuore
      su di te e sulla tua Parola,
      per poter cogliere la pienezza di vita
      alla quale aspiro e alla quale tu mi chiami.

    Che non senta la tua Parola come limite alla mia libertà
    ma come possibilità di vita più autentica e vera.
    Fa’ che accolga il tuo messaggio di amore e lo viva oggi,
    nelle situazioni e con le persone con cui trascorro le mie giornate.


    Gloria al Padre



    terzo giovedì di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Luca (11,14-23)
    In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
    Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio. Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde».


    Risonanze
    - Per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
    - Se io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
    - Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde.


    Preghiera
    Signore Gesù, eccomi a te con il peso dei miei peccati,
    con il desiderio di fare il bene
    e la mia incapacità ad attuarlo,
    con la mia dipendenza dalla mentalità mondana e superficiale
    ma anche riconoscendo che tu sei il mio salvatore.


      Aiutami a camminare in questa consapevolezza,
      a seguirti, lasciandomi liberare da te.
      Vinci tu il male che abita in me e condiziona le mie decisioni,
      ritarda la mia adesione a te e rende spesso confusi i miei passi.

    Fammi comprendere con la mente, la volontà e il cuore
    che lontano da te non si raccoglie nulla, ma tutto si disperde.
    Sii tu, il centro unificatore della mia vita.


    Gloria al Padre



    terzo venerdì di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Marco (12,28-34)
    In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
    Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
    Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici».
    Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.


    Risonanze
    - Amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici.
    - Non c’è altro comandamento più grande di questi.
    - Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio».


    Preghiera
    O Dio nostro Padre,
    tu ci hai amato per primo!


      Signore, noi parliamo di te
      come se ci avessi amato per primo in passato,
      una sola volta.

    Non è così: tu ci ami per primo, sempre,
    tu ci ami continuamente, giorno dopo giorno,
    per tutta la vita.

      Quando al mattino mi sveglio
      e innalzo a te il mio spirito,
      Signore, Dio mio, tu sei il primo,
      tu mi ami sempre per primo.

    È sempre così: tu ci ami per primo
    non una sola volta, ma ogni giorno,
    sempre.

    Sören Kierkegaard


    Gloria al Padre



    terzo sabato di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Luca (18,9-14)
    In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
    «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
    Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
    Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
    Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».


    Risonanze
    - Il fariseo diceva: ”O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano…
    - Il pubblicano diceva: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
    - Il pubblicano tornò a casa sua giustificato.


    Preghiera
    Signore Gesù,
    aiutaci a capire
    che non c’è libertà senza liberazione;
    non c’è vittoria senza lotta;
    non c’è vita senza morte.


      Liberaci dal peccato che conosciamo
      e da quello che si nasconde sotto altri nomi;
      soprattutto liberaci dalla tendenza
      a vivere una vita a bassa quota, senza tensioni ideali
      e dalla presunzione di essere, in fondo,
      persone a posto.

    Metti dentro di noi il tuo Spirito,
    perché, finalmente sciolti dal nostro egoismo
    e dalle nostre presunte virtù,
    possiamo fare esperienza del tuo amore di Padre,
    della nostra fraternità in Cristo
    e della comunione nell’unico Spirito.

    Enrico Masseroni


    Gloria  al Padre

     

    SECONDA SETTIMANA DI QUARESIMA

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    SECONDA SETTIMANA DI QUARESIMA - Anno B


    Seconda domenica di Quaresima

    Dal Vangelo secondo Marco (9,2-10)

    In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.
    Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù.
    Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: “Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia”. Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: “Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!”. E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
    Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.


    Risonanze
    - Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti.
    - Rabbì, è bello per noi essere qui.
    - Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!


    Preghiera
    Tutto è per noi Cristo.
    Se desideri medicare le tue ferite,
    egli è medico.

      Se bruci di febbre
      egli è la sorgente ristoratrice. 

    Se sei oppresso dalla colpa,
    egli è la giustizia.

      Se hai bisogno di aiuto, 
      egli è la forza. 

    Se temi la morte,
    egli è la vita.

      Se desideri il cielo, 
      egli è la via. 

    Se fuggi le tenebre,
    egli è la luce.

      Se cerchi il cibo 
      egli è il nutrimento. 

    Gustate dunque e vedete
    quanto è buono il Signore;
    felice l’uomo che spera in lui.

    (sant’Ambrogio)


    Gloria al Padre




    Secondo lunedì di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Luca (6,36-38)

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
    Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati.
    Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».


    Risonanze
    - Siate misericordiosi, non giudicate, non condannate, perdonate.
    - Date e vi sarà dato.
    - Con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio.


    Preghiera
    Perché è duro rispondere alla tua voce
    e il tuo messaggio è esigente,
    tu mi perdonerai.

      Perché grande è la mia vita
      debole il mio volere
      spenta la mia luce, 
      tu mi perdonerai.

    Perché grande è il mio orgoglio,
    profondo il mio bisogno,
    orribile la mia storia,
    tu mi perdonerai.

      Perché sono stanche le mie mani di pregare, 
      stanco il mio cuore di perdonare, 
      e la mia bocca di benedire, 
      tu mi perdonerai…

    (David Maria Turoldo)


    Gloria al Padre




    Secondo martedì di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Matteo (23,1-12)

    In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
    «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».


    Risonanze
    - Non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro.
    - Non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro.
    - Non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.


    Preghiera
    Padre, donami occhi che siano capaci di vedere Cristo;
    orecchi che capiscano la sua parola;
    un cuore che sia commosso dal suo amore,
    e insegnami a porre con fiducia
    la mia mano sulla sua.

      Cristo è la luce del mondo, 
      ma anche il segno di contraddizione. 
      E lo è per ciascuno di noi. 
      Tutti siamo in pericolo di scandalo; 
      tocca tu il nostro intimo
      e sveglia in noi il buon volere, 
      affinché possiamo sostenere la prova.

    Insegnami a conoscere
    il segreto della redenzione.
    Fammi intuire che cosa comanda la fede.
    Nell’incontro col tuo Figlio Gesù Cristo
    rinnovami.

    (Romano Guardini)


    Gloria al Padre




    Seconda domenica di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Matteo (20,17-28)

    In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà». Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».


    Risonanze
    - I governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così.
    - Chi vuole diventare grande, chi vuole essere il primo tra voi sarà vostro schiavo.
    - Il Figlio dell’uomo non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita.


    Preghiera
    Signore,
    dona alla nostra vita
    uno slancio generoso
    che ci spinge a incontrare gli altri,
    a donarci a tutti,
    a metterci al servizio di tutti.

      In questo servizio del prossimo, 
      insegnami l’arte difficile
      di dare se stessi senza imporsi, 
      di persuadere senza costringere, 
      di rispettare la libertà delle persone
      e di saper attendere l’ora di Dio. 
      Amen.



    Gloria al Padre




    Secondo giovedì di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Luca (16,19-31)

    In quel tempo, Gesù disse ai farisei:
    «C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.
    E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».


    Risonanze
    - Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.
    - Ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento.
    - Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti.


    Preghiera (Salmo 1)
    Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
    non resta nella via dei peccatori
    e non siede in compagnia degli arroganti,
    ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
    la sua legge medita giorno e notte.

      È come albero piantato lungo corsi d’acqua, 
      che dà frutto a suo tempo: 
      le sue foglie non appassiscono
      e tutto quello che fa, riesce bene. 

    Non così, non così i malvagi,
    ma come pula che il vento disperde;
    poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
    mentre la via dei malvagi va in rovina.


    Gloria al Padre




    Secondo venerdì di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Matteo (21,33-43.45)

    In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
    «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
    Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti». Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.


    Risonanze
    - E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo”?
    - A voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti.
    - I capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro e cercavano di catturarlo.


    Preghiera
    Siamo qui, Signore Gesù,
    come colui che ti ha seguito, ma anche tradito,
    tante volte fedeli e tante volte infedeli;
    siamo qui
    per riconoscere il misterioso legame
    tra i nostri peccati e la tua passione:
    l’opera nostra e l’opera tua;
    siamo qui
    per chiederti perdono e implorare la tua misericordia.

      Signore Gesù, redentore nostro, 
      rinfranca la nostra volontà di conversione e di fedeltà, 
      facci gustare la certezza e la dolcezza della tua misericordia. 
      Infondi in noi la capacità di amare come tu vuoi, 
      sul tuo esempio e con la tua grazia. 
      Signore Gesù, redentore nostro e pietra angolare.



    Gloria al Padre




    Secondo sabato di Quaresima


    Dal Vangelo secondo Luca (15,1-3.11-32)

    In quel tempo, si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
    Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».


    Risonanze
    - Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio.
    - Ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.
    - Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato.


    Preghiera (Salmo 102)
    Benedici il Signore, anima mia,
    quanto è in me benedica il suo santo nome.
    Benedici il Signore, anima mia,
    non dimenticare tutti i suoi benefici.

      Egli perdona tutte le tue colpe, 
      guarisce tutte le tue infermità, 
      salva dalla fossa la tua vita, 
      ti circonda di bontà e misericordia. 

    Non è in lite per sempre,
    non rimane adirato in eterno.
    Non ci tratta secondo i nostri peccati
    e non ci ripaga secondo le nostre colpe.

      Perché quanto il cielo è alto sulla terra, 
      così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono; 
      quanto dista l’oriente dall’occidente, 
      così egli allontana da noi le nostre colpe.



    Gloria  al Padre

     

    SUSSIDIO QUARESIMALE

    La Quaresima è ormai alle porte. Per prepararci al meglio a questo tempo di grazia si consiglia il sussidio per la preghiera giornaliera propostoci dalla Gioventù Francescana d'Italia, che ci accompagnerà fino alla Pasqua. Li amò sino alla fine è il titolo scelto. Si invito a vivere una Quaresima diversa dagli scorsi anni cercando di aggiungere un po di preghiera nella nostra quotidianità.

    Clicca sull'immagine per aprire il sussidio in PDF

    Buona Quaresima a tutti!

     

    VIVERE LA QUARESIMA GIORNO PER GIORNO

    Quaresima, tempo favorevole per ascoltare, per pregare, per sintonizzarci con Dio. Non trovi il tempo? Metti la Parola di Dio nel tuo lettore Mp3 o Ipod o ascolta direttamente dal tuo PC.





    Quando vuoi e dove vuoi, ascolta la Parola di Dio ogni giorno di Quaresima. Direttamente dal tuo PC, o leggendo la traccia scritta, o scaricando i files sul tuo lettoreMp3Ipod giorno per giorno o settimana per settimana. 


    Sono sufficienti 8-10 minuti ogni giorno. Ti offriamo:

    - Ascolto di un brano musicale per entrare pian piano in una dimensione più riflessiva; 
    - Ascolto del brano del vangelo del giorno, Parola di Dio, non di uomo; 
    - Ascolto di alcune frasi significative del vangelo. Ne potrai ripetere una durante il giorno; 
    - Ascolto di una preghiera come conclusione. 


    Istruzioni per l’uso
    - Possedere un lettore Mp3 o un Ipod.
    - Per non dover aggiornare continuamente il tuo lettore già il giovedì potrai scaricare dal tuo computer i file della settimana seguente che poi ascolterai giorno per giorno, dove vuoi e quando vuoi. 

    Non hai un lettore Mp3 o un Ipod?
    Ascolta direttamente dal computer, durante la pausa pranzo o il break di mezza mattina, seguendo, se vuoi  la traccia scritta.

    E’ una possibilità per valorizzare i tempi di spostamento da un luogo all’altro o alcuni intermezzi delle tue giornate affinché:

    - La Parola di Dio cada nel terreno della tua vita quotidiana;
    - Tu possa ricordarla durante il giorno o farla riaffiorare nei momenti più impegnativi;
    - Possa crescere nella relazione con Dio e pensare, amare, agire insieme a lui, sempre.

    Clicca QUI per scaricare il file della PRIMA SETTIMANA di Quaresima

     


     

    PRIMA SETTIMANA DI QUARESIMA - Anno B 

    DOMENICA

    Dal Vangelo secondo Marco (1,12-15)
    In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
    Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo”. 


    Risonanze
    - Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto.
    - Rimase quaranta giorni, tentato da Satana. 
    - Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo.


    Preghiera
    Quaranta giorni 
    per seguirti nel deserto, Signore Gesù;
    quaranta giorni per imitare un popolo 
    che cerca nella libertà
    la sua vera identità;
    quaranta giorni
    per liberarci da un cristianesimo
    di facciata, di parata;
    quaranta giorni 
    per lasciare che la nostra interiorità
    si arricchisca e si irrobustisca
    per tornare liberi di amare
    e di vivere la vita nuova.
    Quaranta giorni
    che dureranno una vita.


    Gloria al Padre



    LUNEDI'

    Dal Vangelo secondo Matteo (25, 31-46)

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. 
    Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi". Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?". 
    E il re risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me". Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: "Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato". Anch'essi allora risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?". Allora egli risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l'avete fatto a me". E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna 


    Risonanze
    - Signore, quando ti abbiamo visto affamato, straniero, ammalato o in carcere? 
    - Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.. 


    Preghiera
    Signore Gesù,
    tu consideri fatto a te
    l’atto d’amore 
    compiuto o negato 
    ai più piccoli e poveri. 

    Fa’ che non ti chiediamo più: “Dove sei?”
    perché tu sei in ogni fratello e sorella 
    che incontriamo sul nostro cammino.

    Aiutaci a non cercarti chissà dove,
    ma ad adorarti in ogni persona
    con la stessa venerazione 
    con cui ti adoriamo 
    nel santissimo sacramento. 

    Alla fine della vita 
    saremo giudicati 
    solo sull’amore vicendevole.


    Gloria al Padre



    MARTEDI'

    Dal Vangelo secondo Matteo (6,7-15)
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
    «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe». 


    Risonanze
    - Pregando, non sprecate parole come i pagani.
    - Il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. 
    - Pregate così: Padre nostro. 


    Preghiera (Salmo 33)
    Magnificate con me il Signore, 
    esaltiamo insieme il suo nome. 
    Ho cercato il Signore: mi ha risposto
    e da ogni mia paura mi ha liberato. 

    Guardate a lui e sarete raggianti, 
    i vostri volti non dovranno arrossire. 
    Questo povero grida e il Signore lo ascolta, 
    lo salva da tutte le sue angosce.

    Gli occhi del Signore sui giusti, 
    i suoi orecchi al loro grido di aiuto. 
    Il volto del Signore contro i malfattori, 
    per eliminarne dalla terra il ricordo. 

    Gridano i giusti e il Signore li ascolta, 
    li libera da tutte le loro angosce. 
    Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato, 
    egli salva gli spiriti affranti.



    Gloria al Padre



    MERCOLEDI'

    Dal Vangelo secondo Luca (11,29-32)
    In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: 
    «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione. 
    Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. 
    Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona». 


    Risonanze
    - Questa generazione cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. 
    - Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione. 
    - Alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona. 


    Preghiera
    Gesù Maestro, santifica la mia mente
    e accresci la mia fede. 

    Gesù, docente nella Chiesa, 
    attira tutti alla tua scuola.

    Gesù Maestro, liberami dall’errore, 
    dai pensieri vani, dalle tenebre eterne. 

    O Gesù, via tra il Padre e noi, 
    tutto offro e tutto attendo da te.

    O Gesù, via di santità, 
    fammi tuo fedele imitatore. 

    O Gesù via, rendimi perfetto
    come il Padre che è nei cieli.

    O Gesù vita, vivi in me, 
    perché io viva in te. 

    O Gesù via, non permettere
    che io mi separi da te.

    O Gesù verità, ch’io sia luce
    del mondo. 

    O Gesù via, che io sia esempio
    e forma per le anime.

    O Gesù vita, che la mia presenza
    porti ovunque grazia e consolazione. 

    (Giacomo Alberione) 


    Gloria al Padre



    GIOVEDI'

    Dal Vangelo secondo Matteo (7,7-12)

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
    «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. 
    Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono! 
    Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti». 


    Risonanze
    - Chiedete, cercate, bussate. 
    - Chiunque chiede riceve, chi cerca trova, a chi bussa sarà aperto. 
    - Il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono! 


    Preghiera
    Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore: 
    hai ascoltato le parole della mia bocca. 
    Non agli dèi, ma a te voglio cantare, 
    mi prostro verso il tuo tempio santo. 

    Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà: 
    hai reso la tua promessa più grande del tuo nome. 
    Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto, 
    hai accresciuto in me la forza.


    La tua destra mi salva. 
    Il Signore farà tutto per me. 
    Signore, il tuo amore è per sempre: 
    non abbandonare l’opera delle tue mani. 


    Gloria al Padre


    VENERDI'

    Dal Vangelo secondo Matteo (5,20-26)
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
    «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. 
    Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!». 


    Risonanze
    - Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. 
    - Se ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. 


    Preghiera
    Signore, fammi buon amico di tutti, 
    fa’ che la mia persona ispiri fiducia
    a chi soffre e si lamenta, 
    a chi cerca luce lontano da te, 
    a chi vorrebbe cominciare e non sa come, 
    a chi vorrebbe confidarsi e non se ne sente capace. 

    Signore, aiutami, 
    perché non passi accanto a nessuno
    con il volto indifferente, 
    con il cuore chiuso, 
    con il passo affrettato.

    Signore, aiutami ad accorgermi subito
    di quelli che mi stanno accanto, 
    di quelli che sono preoccupati e disorientati, 
    di quelli che soffrono senza mostrarlo, 
    di quelli che si sentono isolati senza volerlo. 

    Signore, dammi una sensibilità
    che sappia andare incontro ai cuori.

    (san Vincenzo de’ Paoli, in Preghiere per ogni circostanza, Milano 2010) 


    Gloria al Padre


    SABATO

    Dal Vangelo secondo Matteo (5,43-48)
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
    «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? 
    Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». 


    Risonanze
    - Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano. 
    - Il Padre fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. 
    - Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. 


    Preghiera
    Signore, insegnaci
    a non amare soltanto noi stessi. 
    Signore, insegnaci
    a non amare soltanto i nostri cari, 
    a non amare soltanto quelli che ci amano. 

    Insegnaci a pensare agli altri, 
    ad amare anzitutto quelli che nessuno ama. 
    Concedi la grazia di capire che a ogni istante, 
    mentre noi viviamo una vita troppo felice, protetta da te, 
    ci sono milioni di esseri umani, 
    che sono pure tuoi figli e nostri fratelli, 
    che muoiono di fame 
    senza aver meritato di morire di fame, 
    che muoiono di freddo
    senza aver meritato di morire di freddo.

    Signore, abbi pietà di tutti i poveri del mondo. 
    E non permettere più, o Signore, 
    che noi viviamo felici da soli. 
    Facci sentire l’angoscia della miseria universale, 
    e liberaci dal nostro egoismo. 

    (Raoul Follereau) 


    Gloria  al Padre

     

    VIVIAMO LA QUARESIMA

     

    PREGHIERA A S. BERNARDINO DA SIENA

    O glorioso San Bernardino da Siena, che a piedi nudi hai camminato lungo le strade della nostra penisola, annunciando a tutti il volto misericordioso del Signore, e divulgando in ogni luogo il Santo Nome di Gesù, intercedi per noi presso il trono di Dio. Benedici tutti i nostri cari e quanti a te ricorrono. Stendi la tua mano potente sulle nostre famiglie, piccole chiese domestiche, affinché siano cenacoli dove Dio regna ed è sempre presente.

    Volgi il tuo sguardo benevolo sui nostri giovani, speranza del domani, e dona loro il coraggio di dire un “SI” generoso a quell'invito che Gesù ancora oggi rivolge: vieni e seguimi!Resta accanto ai nostri anziani, perché siano testimoni e memoria viva di un passato vicino e lontano, ma pieno di fede, speranza e carità. Dona coraggio a tutti i sofferenti, nel corpo e nello spirito, affinché nel Signore crocifisso e risorto possano trovare la forza di andare avanti. Tu, pellegrino tra noi, risveglia nei nostri cuori la speranza e la gioia di vivere. Il nome di Gesù, emblema e segno del tuo apostolato, sia scritto nei nostri cuori, e le nostre opere siano la testimonianza della nostra adesione a Lui. Amen.

     

    FIACCOLATA PER LA PACE

     

    ARRIVA IL CORPO DI SAN BERNARDINO DA SIENA

    Il 18 marzo 2012 inizierà la peregrinatio del corpo di San Bernardino, nella Provincia dei Frati Minori del Sannio e dell’Irpinia, in occasione del suo primo centenario di Costituzione.

    Ad Airola, le spoglie mortali di San Bernardino arriveranno il 31 marzo e sosterranno fino al 9 di aprile.

     

    Alla peregrinatio sono legate due iniziative:

    - il sostegno di un progetto di solidarietà promosso dai Frati Minori d'Abruzzo, a favore delle popolazioni colpite dal terremoto del 2009

    - la sottoscrizione della petizione al Santo Padre per la proclamazione di San Bernardino a "dottore della Chiesa"

    Il Santo Padre, Benedetto XVI, ha concesso nei giorni di presenza del corpo del Santo il dono dell'Indulgenza plenaria per tutti i paesi visitati.

     

    DATE DA RICORDARE

    Si informano tutti i parrocchiani che:

    • Ogni ultimo venerdì del mese alle ore 18.30 il parroco incontra le catechiste.
    • Ogni ultimo sabato del mese, ore 16.30-17.30, il parroco incontra le famiglie dei ragazzi che si preparano alla “Prima Comunione”.

     

    Le date della Prima Comunione sono il 6 e  il 27 Maggio
    La data della Cresima è il 13 Maggio.

     

     

    Ascolta il Vangelo del giorno >

     

     





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